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Casi Studio Terza Missione | VQR 2015-2019


Immagine decorativaIl Dipartimento presenta i seguenti casi studio

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Il museo archeologico di Baghdad rappresenta una finestra sul passato del Vicino Oriente e
sull’intera storia dell’essere umano. Il museo, chiuso alle visite regolari dalla fine degli anni
Ottanta ha subito gravi danni dopo il saccheggio del 2003 ma, anche grazie anche agli
interventi italiani di riqualificazione, è stato uno dei primi musei iracheni a riaprire al pubblico
nel 2015.
Alla riapertura del museo si sono aggiunte attività archeologiche e di presentazione degli
scavi, produzione di materiali di comunicazione e per la didattica museale, corsi
professionalizzanti per operatori dei beni culturali e varie attività culturali che hanno concorso
alla sensibilizzazione della società irachena e della comunità internazionale rispetto
all’importanza della tutela, fruibilità e valorizzazione del patrimonio archeologico del paese.
Negli ultimi 30 anni il patrimonio archeologico iracheno ha subito danni gravissimi: il
saccheggio del museo di Bagdad nel 2003, la diffusione di scavi clandestini, la furia
devastatrice fondamentalista dell’ISIS e, non da ultima, l’impossibilità di interventi da parte
delle autorità irachene anche a causa delle sanzioni internazionali.
L’Iraq Museum è stato riaperto nel 2015, in un momento storico della massima importanza
per l’Iraq, quando l’ISIS aveva portato alla sua massima espansione il Califfato islamico
perpetrando vandaliche distruzioni sul patrimonio culturale iracheno. La scelta dell’autorità
irachene di riaprire il museo ha costituito un forte atto di affermazione della vitalità sociale e
culturale dello Stato, di volontà per una vera e propria rinascita civile attraverso la cultura.

Le attività realizzate in questo caso studio hanno permesso a vari segmenti della società
irachena di riacquistare conoscenza del proprio cultural heritage.
Destinatari diretti sono: le comunità locali, le studentesse e gli studenti delle scuole di tutti i
gradi di Baghdad ma anche governati vicini, gli operatori e i tecnici dei beni culturali, i turisti
(sebbene ancora in numero limitato a causa della situazione politica del paese).
Come beneficiaria dei materiali di comunicazione e delle attività di valorizzazione, possiamo
considerare la comunità internazionale destinataria indiretta del caso studio.

Il Dipartimento di Studi storici, in collaborazione con il Centro Ricerche Archeologiche e
Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia (CRAST) di cui l’Università è socio fondatore, è
presente da oltre cinquant’anni in Iraq con progetti di ricerca, valorizzazione, tutela e
formazione.
L’apporto del Dipartimento è stato fondamentale sia per il riallestimento del museo, grazie al
coordinamento di studiosi e tecnici di UniTO, sia nelle imprese archeologiche sul campo a
cui preso parte studenti, borsisti e assegnisti.
Il Dipartimento ha instaurato una continua e proficua collaborazione anche con il Centro
culturale italo-iracheno per le scienze archeologiche e il restauro, inaugurato nell’aprile 2016
che rappresenta l’evoluzione degli Istituti italo-iracheni aperti dal CRAST nel 1969.

Beneficiari

  • Comunità locali
  • Studentesse e studenti delle scuole di Baghdad
  • Operatori e i tecnici dei beni culturali iracheni
  • Turisti
  • Comunità internazionale

Azioni principali

  • Recupero e riqualificazione dell’Iraq Museum di Bagdad
  • Attività di scavo e di archeologia per le comunità
  • Cooperazione culturale con il Centro italo-iraqeno per la formazione di operatori e tecnici per i beni culturali
  • Produzione di strumenti per la didattica
  • Attività di valorizzazione a livello internazionale

Presentazione completa

Immagine decorativaIl caso studio propone il bilancio di un quinquennio di attività di terza missione condotte dal Sistema Museale di Ateneo dell'Università di Torino con l'obiettivo di valorizzare e rendere fruibile al pubblico il proprio patrimonio in beni culturali.
in particolare, presenta il Polo museale degli Istituti anatomici, che con i suoi tre Musei si è affermato come realtà culturale di riferimento nel contesto locale, nazionale e internazionale grazie all'attività condotta in diversi ambiti di azione, dalla conservazione delle collezioni ai progetti educativi e al public engagement.

 


Campi d'azione

  • Produzione e gestione di beni artistici e culturali
  • Attività di Public engagement

Beneficiari

  • Pubblico generico nazionale e internazionale
  • Studentesse e studenti di ogni ordine e grado
  • Ricercatrici e ricercatori
  • Comunità locale
  • Fasce fragili della popolazione
  • Comunità UniTo
  • Istituzioni museali locali, nazionali e internazionali

Azioni principali

  • Gestione del Polo museale e apertura al pubblico 
  • Progetti educativi rivolti alle scuole di ogni ordine e grado
  • Progetti di digitalizzazione del patrimonio
  • Progetti di ricerca
  • Comunicazione in ambiente digitale (siti web e social network), con iniziative e progetti specifici
  • Iniziative di promozione (mostre, performance, concerti...) e partecipazione a cicli di eventi (“Notte dei Musei”, “Notte dei Ricercatori”, “Notte degli Archivi”)
  • Partecipazione, mediante prestiti, a mostre nazionali e internazionali
  • Produzioni editoriali e multimediali
  • Adesione ad associazioni e network di settore (ANMS, ecc.)

Presentazione completa
sito web sma.unito.it

Ultimo aggiornamento: 24/05/2021 15:41
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