Convegno internazionale novembre 2026
Exploring Women’s Networks in the Early Modern Period: Research Perspectives between Digital and Traditional Historiography
CALL FOR PAPERS: deadline 25 february 2026

Pubblicato: Lunedì 2 febbraio 2026
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Deadline/Scadenza CALL: 25 February/febbraio 2026

Conference dates/Data: 
23-24 november/novembre 2026
Location/sede:
Sala seminari | Dipartimento di Studi Storici | Palazzo Nuovo
Via Sant'Ottavio, 20 | Torino

Questo convegno intende esplorare i network di donne nel lungo Ancien Régime (XV–inizio XIX secolo), interrogandone forme, funzioni e trasformazioni attraverso un dialogo tra storiografia tradizionale e approcci digitali e computazionali. La call invita contributi che, combinando l’analisi di casi di studio con riflessioni metodologiche, esaminino come le donne costruirono, usarono e interpretarono le relazioni sociali in differenti contesti storici e geografici, e come tali reti possano oggi essere ricostruite e studiate.

Negli ultimi vent'anni, il cosiddetto network turn ha portato al centro del dibattito scientifico e pubblico termini come "rete", "capitale sociale", "sociabilità", "relazionale". Tuttavia, il concetto di network è stato spesso impiegato in modo generico, senza produrre necessariamente risultati innovativi. Una mera catalogazione di connessioni familiari o geografiche non è sufficiente a costituire uno studio di reti, e rischia anzi di restituire visioni parziali e limitate dei fenomeni storici.

Il potenziale euristico della network theory risiede, al contrario, nella sua capacità di guidare un'esplorazione sistematica delle fonti, ponendo nuove domande e integrando l'analisi relazionale con consolidate categorie analitiche come "classe", "istituzione", "famiglia", "potere", “sesso” e "genere". 

A partire dagli anni Settanta del Novecento, e ancor più con il digital turn, l’approccio reticolare ha conosciuto una forte espansione, favorita dallo sviluppo di strumenti computazionali di network analysis e di visualizzazione dei dati. Tali metodologie consentono di osservare dinamiche sociali apparentemente invisibili, di mettere in luce il ruolo di attori marginalizzati e di ricostruire processi storici secondo una logica orizzontale anziché gerarchica, capace di connettere spazi, contesti e livelli diversi di analisi (Granovetter 1973; Anhert R. e S. 2015). Come hanno mostrato studi fondati sia su strumenti digitali sia su ricostruzioni non computazionali ma sistematiche (Trivellato 2009; Rothschild 2021), l’uso del network come categoria teorica ed euristica può produrre risultati significativi, anche su scale di dati “umanamente” gestibili e su rappresentazioni di rete che potremmo immaginare disegnate a mano.

Tale approccio ci è parso particolarmente fruttuoso per lo studio della storia di genere, poiché consente di analizzare le modalità relazionali attraverso cui si costruivano e si negoziavano i rapporti di potere tra uomini e donne, mettendo in luce specifiche strategie di accesso a risorse materiali e simboliche, così come il ruolo delle molte figure intermediarie che ne garantivano la fruizione. In questo modo, lo studio delle reti storiche si presenta come uno strumento potenzialmente efficace per riflettere non solo sull’agency individuale, ma soprattutto sulle pratiche collettive di sociabilità, contribuendo a decostruire rappresentazioni astoriche e invariabili degli stessi rapporti di genere.

Attraverso un'analisi di casi studio e una prospettiva di lungo periodo, il convegno si propone di indagare se e come le donne abbiano costruito e sfruttato reti sociali articolate, e talvolta trans-locali, per assicurarsi la sussistenza, difendersi dalla violenza, preservare la propria reputazione, sviluppare forme di potere informale, coltivare esperienze artistiche, intellettuali e spirituali. Prendendo in considerazione diversi contesti geografici, sociali e culturali, l’obiettivo è osservare le articolazioni specifiche di queste reti: se esse si strutturassero secondo rapporti gerarchici o paritari e se al loro interno fossero attive forme di collaborazione, di trasmissione di saperi, di solidarietà e/o competizione. Si cercherà inoltre di stabilirne la distribuzione nello spazio e individuare attrici e attori particolarmente centrali. Infine, basandosi sull'origine, il funzionamento, l'estensione e lo scopo delle reti sociali – più che sulle singole persone che le componevano – si metteranno in luce i ruoli ricoperti dalle donne al loro interno, valutando l’impatto che tali ruoli ebbero sulle loro possibilità e sulle loro scelte.

Questo convegno mira, dunque, a riflettere su queste tematiche, creando una piattaforma di discussione tra le studiose e gli studiosi che stanno sperimentando l’approccio reticolare negli studi di genere, religiosi, di storia materiale, politica e sociale. Costituirà inoltre un’occasione di confronto e reciproca contaminazione tra la storiografia “tradizionale” e quella che impiega strumenti digitali o computazionali. Da un lato, le competenze critiche tipiche dell’indagine umanistica potranno contribuire a teorizzare e valutare in modo più articolato e consapevole le modalità con cui i dati vengono raccolti, interpretati e analizzati tramite strumenti informatici e visualizzazioni, riconoscendo a concetti come assenza, incertezza, esclusione e parzialità un ruolo costitutivo in ogni processo di conoscenza e rappresentazione. Dall’altro, verrà messo in luce il potenziale dei progetti digitali capaci di navigare migliaia di schede biografiche e relazioni, dagli individui ai sottogruppi fino all’intero insieme, generando prosopografie ampliate che offrono intuizioni significative grazie alla possibilità di analisi su molteplici dimensioni e scale diverse.

I contributi potranno affrontare, tra le altre, le seguenti questioni:

  • quali tipi di relazioni (familiari, epistolari, amicali, professionali, religiose, politiche) strutturavano le reti femminili in contesti specifici
  • l’esistenza di nodi centrali o figure intermediarie e il loro ruolo nella connessione tra ambiti diversi (ad esempio tra reti religiose e intellettuali, economiche e politiche)
  • quali strumenti e contesti – lettere, viaggi, corti, salotti, conventi, trasmissioni di saperi –facilitarono la creazione e il mantenimento delle reti
  • quali relazioni e gruppi – sociali, religiosi, politici – si definivano attraverso i network femminili, e come le donne negoziavano la propria posizione sociale tramite tali reti
  • le modalità di interazione tra uomini e donne all’interno di network misti
  • le variazioni delle pratiche di networking nel lungo periodo e tra diverse categorie di donne (approccio intersezionale)
  • il potenziale e i limiti della visualizzazione digitale delle reti
  • il valore euristico della network research in rapporto alle fonti archivistiche evidenziando il circuito virtuoso che si crea tra le domande di ricerca, la scoperta delle fonti, l’analisi di rete e la conseguente reinterpretazione o ampliamento delle stesse
  • l’individuazione delle fonti, la loro conversione in dati osservabili in termini di studio di rete, la riduzione della complessità delle informazioni che emergono da esse in termini di nodes e edges: sfide e soluzioni

Keynote speaker: Giovanna Ceserani, Stanford University

Organizzazione: Alessandra Celati (Università di Torino), Teresa Bernardi (Brown University), Eleonora Cappuccilli (University of Oslo).

Informazioni pratiche: le lingue del convegno saranno inglese e italiano. Il convegno si terrà all’Università di Torino, con il sostegno dei fondi del Progetto di Eccellenza del Dipartimento di Studi Storici. Le/gli speakers saranno ospitati in strutture recettive a carico dell’università. Prevediamo la pubblicazione di una selezione di contributi nel numero tematico di una rivista di fascia A o all’interno di un’opera collettiva di una casa editrice internazionale.

Le/gli studiose/i interessate/i ai temi e quesiti proposti sono invitate/i a inviare le proprie proposte di intervento entro il 25 febbraio 2026 alle organizzatrici della conferenza: Alessandra Celati (alessandra.celati@unito.it), Teresa Bernardi (teresa.bernardi@unipd.it) e Eleonora Cappuccilli (eleonor.cappuccilli2@unibo.it).

Ogni proposta dovrà includere:

  • il titolo della comunicazione
  • un abstract di circa massimo 300 parole
  • una breve biografia di massimo 200 parole, contenente nome, affiliazione, posizione accademica e principali interessi di ricerca, con particolare attenzione a quelli in relazione ai temi della conferenza.

I risultati della selezione verranno comunicati entro il 15 marzo 2026

This conference aims to explore women’s social networks in the long Ancien Régime (15th–early 19th century), examining their forms, functions, and transformations through a dialogue between traditional historiography and digital and computational approaches. The call invites contributions that combine the analysis of case studies with methodological reflections to investigate how women built, used, and interpreted social relationships in different historical and geographical contexts, and how such networks can be reconstructed and studied today.

Over the past twenty years, the so-called network turn has brought terms such as “network,” “social capital,” “sociability,” and “relational” to the center of scholarly and public debate. However, the concept of the network has often been employed in a generic manner, without necessarily producing innovative results. A mere cataloguing of familial or geographical connections is not sufficient to constitute a network study and, indeed, risks yielding partial and limited views of historical phenomena. The heuristic potential of network theory lies instead in its ability to guide a systematic exploration of sources, posing new questions and integrating relational analysis with well-established analytical categories such as “class,” “institution,” “family,” “power,” “sex,” and “gender.”

From the 1970s onward, and even more so with the digital turn, the network approach has experienced significant expansion, fostered by the development of computational tools for network analysis and data visualization. These methodologies make it possible to observe seemingly invisible social dynamics, to highlight the role of marginalized actors, and to reconstruct historical processes according to a horizontal rather than hierarchical logic, capable of connecting different spaces, contexts, and levels of analysis (Granovetter 1973; Ahnert R. and S. 2015). As studies based both on digital tools and on non-computational but systematic reconstructions have shown (Trivellato 2009; Rothschild 2021), the use of the network as a theoretical and heuristic category can yield meaningful results even on “humanly” manageable data scales and on network representations that one might imagine being drawn by hand.

This approach has proved particularly fruitful for the study of gender history, as it allows for the analysis of the relational modes through which power relations between men and women were constructed and negotiated. It sheds light on specific strategies for accessing material and symbolic resources, as well as on the role of the many intermediary figures who facilitated such access. In this way, the study of historical networks emerges as a potentially effective tool for reflecting not only on individual agency, but above all on collective practices of sociability, contributing to the deconstruction of ahistorical and invariant representations of gender relations.

Through the analysis of case studies and a long-term perspective, the conference seeks to investigate whether and how women constructed and exploited complex, and sometimes trans-local, social networks to secure subsistence, defend themselves from violence, preserve their reputation, develop forms of informal power, and cultivate artistic, intellectual, and spiritual experiences. By considering different geographical, social, and cultural contexts, the aim is to observe the specific configurations of these networks: whether they were structured according to hierarchical or egalitarian relationships, and whether forms of collaboration, knowledge transmission, solidarity, and/or competition were active within them. The conference will also seek to determine their spatial distribution and to identify particularly central actors. Finally, by focusing on the origins, functioning, scope, and purposes of social networks—rather than on the individual persons who composed them—the roles played by women within these networks will be highlighted, and the impact of these roles on their opportunities and choices will be assessed.

The conference thus aims to reflect on these issues by creating a platform for discussion among scholars experimenting with the network approach in gender studies, religious history, material culture, political history, and social history. It will also provide an opportunity for dialogue and cross-fertilization between “traditional” historiography and approaches that employ digital or computational tools. On the one hand, the critical skills typical of humanistic inquiry can contribute to theorizing and more consciously evaluating the ways in which data are collected, interpreted, and analyzed through computational tools and visualizations, recognizing concepts such as absence, uncertainty, exclusion, and partiality as constitutive elements of any process of knowledge production and representation. On the other hand, the conference will highlight the potential of digital projects capable of navigating thousands of biographical records and relationships—from individuals to subgroups and up to the network as a whole—generating expanded prosopographies that offer significant insights through analysis across multiple dimensions and scales.

Contributions may address, among others, the following questions:

  • what types of relationships (familial, epistolary, friendly, professional, religious, political) structured women’s networks in specific contexts;

  • the existence of central nodes or intermediary figures and their role in connecting different spheres (for example, between religious and intellectual networks, or economic and political ones);

  • which tools and contexts—letters, travel, courts, salons, convents, knowledge transmission—facilitated the creation and maintenance of networks;

  • which kind of relationships or groups—social, religious, political—were defined through women’s networks, and how women negotiated their social position through such networks;

  • modes of interaction between men and women within mixed networks;

  • variations in networking practices over the long term and among different categories of women (intersectional approach);

  • the potential and limits of digital network visualization;

  • the heuristic value of network research in relation to archival sources, highlighting the virtuous cycle between research questions, source discovery, network analysis, and the subsequent reinterpretation or expansion of the sources themselves;

  • the identification of sources, their conversion into observable data for network analysis, and the reduction of informational complexity into nodes and edges: challenges and solutions.

Keynote speaker: Giovanna Ceserani, Stanford University

Organizers: Alessandra Celati (University of Turin), Teresa Bernardi (Brown University), Eleonora Cappuccilli (University of Oslo).

Practical information
The conference languages will be English and Italian. The conference will take place at the University of Turin, with the support of funds from the Department of Historical Studies’ Project of Excellence. Speakers will be accommodated in university-funded lodging facilities. We envisage the publication of a selection of contributions either in a themed issue of a top-tier (Class A) academic journal or in an edited volume with an international publisher.

Scholars interested in the themes and questions outlined above are invited to submit their paper proposals by 25 February 2026 to the conference organizers:
Alessandra Celati (alessandra.celati@unito.it)
Teresa Bernardi (teresa.bernardi@unipd.it)
Eleonora Cappuccilli (eleonor.cappuccilli2@unibo.it)

Each proposal should include:

  • the title of the paper;

  • an abstract of no more than 300 words;

  • a short biography of no more than 200 words, including name, institutional affiliation, academic position, and main research interests, with particular attention to those relevant to the conference themes.

Applicants will be notified of the selection results by 15 March 2026

 

Ultimo aggiornamento: 04/02/2026 10:57
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